CASO RUBIO: scelto dai TWolwes, vuole i Knicks. O l’Europa
Ricky Rubio ha soltanto 19 anni, un futuro radioso davanti a sé e un paio di grossi ostacoli: è stato scelto, con la quinta chiamata assoluta del Draft 2009 dai Minnesota Timberwolwes che hanno adottato una strategia poco comprensibile (tre point-guard chiamate tra 5ª, 6ª e 18ª posizione), ha un buyout di 6,5 milioni di dollari che è eccessivo per qualunque società del panorama mondiale.
Davanti a lui due fronti: quello americano che lo spingerebbe ai New York Knicks con una trade a cui il gm Donnie Walsh, delfino tra l’altro di David Kahn di Minnie, sta lavorando incessantemente; quello europeo che nasce dal sogno del Real Madrid di averlo tra le sue fila in un’operazione, con le dovute proporzioni, simile a quella che ha portato Kakà e Cristiano Ronaldo in forza alle Merengues: in più, Ettore Messina bramerebbe di poterlo allenare, per almeno due anni facendo slittare l’approdo Nba di Ricky al 2011, anno in cui con l’attuale contratto si libera a zero.
C’è anche una terza opzione: il richiamo di Aito all’Unicaja Malaga, ma si tratta veramente di un rumor poco attendibile e già morto ancor prima di nasce, o la principesca offerta dell’Efes Pilsen: un milione di euro al playmaker della nazionale iberica, due milioni alla Joventut che porta invece avanti il suo braccio di ferro relativamente al buyout. Sei milioni, e mezzo, di motivi perchè Ricky Rubio sia il caso di mercato dell’estate 2009.
B.G.
Nella foto Ciamillo-Castoria, Ricky Rubio con la maglia della Joventut
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