Eurolega: Panathinaikos e Real, che delusione!
L'ULTIMA GIORNATA DI TOP 16
GLI ACCOPPIAMENTI AI QUARTI
GLI INCROCI PER LA FINAL FOUR
Primo bilancio, a bocce ferme e mente fredda, sulle Top 16. Un occhio di riguardo va a chi è rimasto fuori ed ha deluso le aspettative: niente barrage, niente Final Four per due delle squadre che avevano dominato la prima fase e sembravano naturali pretendenti al successo finale, tanto da parlare di obiettivi importanti, e minimi al tempo stesso, come l’arrivare tra le prime quattro.
Ed il riferimento non è certo casuale, ma chiaro e diretto: al Panathinaikos, milionario e re del mercato estivo con le firme di Jasikevicius e Spanoulis, che ha già abdicato all’Hala Pionir contro un Partizan Belgrado davvero quadrato (attenzione anche in ottica barrage). Obradovic se l’è presa subito con i giocatori (questo lo sfogo dell’allenatore serbo), ma il PAO che aveva stravinto la regular season al primo vero scoglio si è sciolto: Siena l’ha domato in un’occasione e mezza, mancando di un soffio (o un tap-in) il doppio successo, l’Efes ha restitito orgogliosamente, il Panathinaikos ha restituto sull’ultimo rettilineo il favore di mille battaglie.
Ci sono anche altre grosse delusioni: il Real Madrid che voleva puntare al successo finale e l’aveva lasciato intendere con il rinnovo di Joan Plaza e l’investitura che gli era stata data, avrà il sorriso più amaro alla Final Four che vivrà da vicino, organizzandole. Per ritornare sul trono d’Europa non è bastato confermare il gruppo che aveva fatto bene lo scorso anno e speso per un centro da elite come Lazaros Papadoupoulos, l’eliminazione è arrivata per aver perso in casacontro il Maccabi Tel-Aviv nel penultimo turno.
Delusioni minori arrivano dal Lietuvos Rytas, sorprendente in regular season e indubbiamente deludente in Top 16: finisce a Salonicco il sogno di Trifunovic, dopo che per un paio di mesi i lituani hanno giocato uno dei migliori basket del Vecchio Continente. Ex-aequo invece Malaga e Roma: l’Unicaja a cui un anno fa era andato tutto bene, compreso lo scambio Lorbek-Tusek, sì quel Marko Tusek che a Milano sembrava più un ex giocatore, paga quest’anno con gli interessi nel derby con il Barcelona, deciso dalla differenza canestri (-1).
Difficile parlare di sfortuna e Lottomatica Roma: alla fine il girone era alla portata degli uomini di Jasmin Repesa, l’imbattibile Cska poteva agevolare i capitolini nella corsa a tre. Invece due dei tre cappotti subiti in Top 16 portano proprio la firma delle avversarie dirette Barcelona (-29 in Catalogna) e Malaga (-21, giovedì), l’esatto opposto del diktat di evitare rovesci pesanti per l’importanza del quoziente canestri.
A.M.
Nelle foto Ciamillo-Castoria: la delusione di Zelimir Obradovic dopo la sconfitta di Siena, quella di Rodrigo De La Fuente nel ko casalingo contro il Cska Mosca.
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